La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci nasce nel 1986 con l’obiettivo di mantenere vivo il Premio Strega e di diffondere la letteratura italiana nel nostro Paese e all’estero. Creata alla morte di Maria Bellonci da Anna Maria Rimoaldi, amica ed erede della scrittrice, la Fondazione svolge un’intensa attività di promozione della lettura, specialmente nelle scuole e fra i giovani. Per questa sua finalità sociale è diventata nel 2004 una Onlus.
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VOGLIO CHE LA VITA. Quindici ragazzi raccontano
02/12/2009

La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci presenta il libro
VOGLIO CHE LA VITA. Quindici ragazzi raccontano
“Più libri più liberi” Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria
Roma, Palazzo dei Congressi - Eur
Lunedì 7 dicembre ore 14 - Sala Rubino
intervengono
MARCO CASSINI
editore
FLAVIA CRISTIANO
direttore del Centro per il libro e la lettura
TULLIO DE MAURO
direttore della Fondazione Bellonci
MARCO DI MARCO
curatore
«Questo è un libro speciale. I racconti che qui presentiamo sono scritti da studenti del triennio delle scuole superiori romane. Altri studenti, colleghi dei primi, ne hanno curato l’editing, li hanno impaginati, ne hanno corretto le bozze, hanno discusso insieme il progetto grafico e il titolo complessivo. E quando hanno convenuto su questi aspetti paratestuali, hanno decretato il fatidico Visto, si stampi» (dalla presentazione di Tullio De Mauro).
Questo libro è il prodotto di un laboratorio il cui oggetto è il libro stesso. Dallo scorso anno la Fondazione Bellonci affianca alla promozione della lettura nelle scuole italiane un progetto che ha l’obiettivo di creare intorno all’universo dei libri una curiosità e un interesse che potranno diventare un giorno passione e professione.
«Facciamo un libro», questo il titolo del nostro progetto, è un vero e proprio corso di editoria che vede i ragazzi protagonisti dell’intera filiera editoriale. Scrittura creativa da un lato e acquisizione di strumenti pratici dall’altro: un’occasione unica di crescita per i giovani autori, che per la prima volta hanno la possibilità di mettere in gioco in modo professionale la loro creatività.
Mi piace molto, negli scrittori e scrittrici ai loro inizi, capire che scelta hanno fatto. Mi piace capire se si sono domandati: che tipo di scrittore sono?
Che cosa voglio fare, con la scrittura? In questo libro ci sono alcune voci che si sono poste queste domande.
(Tiziano Scarpa)
Una foto di gruppo degli studenti degli anni zero che sonda tematiche e disagi moderni. E lo fa assestandosi non soltanto sulla linea della diaristica tanto cara al mondo giovanile, ma anche attraverso la prosa poetica e molti tentativi di narrazione pura e di scrittura di genere. L’effetto è un campo visivo dalle sfumature ricche e complementari, una eterogeneità che è lo stesso filo conduttore di questa antologia.
(Marco Di Marco)
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Via Pergolesi, 6
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