10 settembre 2010

1 AGOSTO, ANTONIO PENNACCHI A MARCIANA MARINA, PIAZZA DELLA CHIESA ORE 21,45

La Dante al Premio Strega
Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 17.30

Protagonista del terzo incontro de LaDante al Premio Strega organizzato a Venezia nella sala della Scoletta di San Rocco, la scrittrice Melania Mazzucco con il romanzo La lunga attesa dell’angelo (Rizzoli). L’incontro, coordinato da Stefano Petrocchi, ha visto la partecipazione della presidente Rosella Mamoli Zorzi, dell’italianista Serena Fornasiero (Università “Ca’ Foscari”) e di Alfredo Baroncini, Cancelliere della Scuola Grande Arciconfraternita di Venezia.

Per scrivere un romanzo è necessario ascoltare la voce e la vita dei personaggi, sentirli vicini, rompere il diaframma che ci divide da loro, vivere su differenti livelli temporali e aprire una finestra nel tempo. Per parlare di Tintoretto ho dovuto condurre idealmente il lettore nel Cinquecento, all’interno di un quadro, di un’epoca, di una lingua e di uno spazio diversi da quelli attuali”. Con queste parole la scrittrice introduce il suo romanzo, un libro dedicato alla figura del grande pittore veneziano, attraverso quindici monologhi che si svolgono durante le ultime quindici notti della sua vita. Sullo sfondo la Venezia dell’epoca, una grande capitale europea architettonicamente e geograficamente claustrofobica, una specie di città-prigione da cui il pittore non si è mai allontanato.

Attraverso una scrupolosa opera di ricostruzione storica e documentaria, consultando fonti di prima mano e carte d’archivio, Melania Mazzucco segue le vicende di un uomo tormentato, animoso e infaticabile nel suo lavoro, impietoso fino all’arroganza, ma anche capace di tenerezze insospettabili verso la figlia Marietta, forse la vera protagonista del libro. “Sono sempre stata affascinata dai personaggi perduti”, ha affermato la scrittrice. Marietta divenne una pittrice molto famosa, ma presto “naufragò” divenendo un mito, anche letterario. Aggiunge Melania Mazzucco: “Mentre lavoravo a questo libro mi sono resa conto di non averlo mai potuto scrivere perché Marietta è una creazione del padre e non sarebbe stato possibile raccontare la sua storia se non assumendo la prospettiva del creatore.
Così, ho assunto il punto di vista del padre: una sfida da far tremare i polsi”.

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