C'è una bellissima storia d'amicizia, alle radici del premio Strega. All'aprirsi del 1944, in una Roma appena liberata dai tedeschi, una giovane donna inventa il gesto soccorrevole di invitare degli amici letterati in casa sua, la domenica pomeriggio, nelle quattro stanzette di viale Liegi.

C'è un forte valore simbolico, nell'affermarsi del rito voluto da Maria e Goffredo Bellonci: quel ritrovarsi, dapprima timido e come esitante, era il tentativo di una lettura comune di un presente incerto, e l'affermazione del valore insostituibile della letteratura come contributo alla ricostruzione di una società civile degna di questo nome. Gli "amici della domenica" crebbero rapidamente di numero: erano 155 nel 1946 e anche a citarni soltanto alcuni possiamo toccare con mano la consistenza del Novecento italiano: Gadda, Longhi, la Banti, Bontempelli, Palazzeschi, Moravia, la Morante, Debenedetti, Silone...

Ernesto Ferrero

Oggi il sodalizio degli Amici della domenica è composto da quattrocento uomini e donne di cultura: scrittori, giornalisti, critici, studiosi, artisti che ogni anno rinnovano la magia del premio Strega.



Cominciarono, nell'inverno e nella primavera 1944, a radunarsi amici, giornalisti, scrittori, artisti, letterati, gente di ogni partito unita nella partecipazione di un tema doloroso nel presente e incerto nel futuro.

Poi, dopo il 4 giugno, finito l'incubo, gli amici continuarono a venire: è proprio un tentativo di ritrovarsi untiti per far fronte alla disperazione e alla dispersione. Prendiamo tutti coraggio da questo sentirci insieme. Spero che sarà per ognuno un vivido affettuoso ricordo.


(Dalla prima pagina del quaderno di Maria Bellonci, 1944)


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