Bruno Arpaia, L’Energia del vuoto, a cura del liceo Gaetano De Sanctis di Roma

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IL LIBRO.

Sui muri ragnatele di pensieri, che luccicano di lacrime e di rimpianti. Nell’ombra triste di questo angolo di vita, gettato come uno straccio, Pietro. Qualcuno ha raccolto i suoi sogni ammucchiandoli alla rinfusa sul pavimento. Non riesce neanche più a trovarne i pezzi, ma forse nemmeno lo vorrebbe. Lei non c’è. Sembra che ad ogni istante il suo nome gli venga sulle labbra; allorché lo ascolta si sente felice, ma è solo la dolce illusione del dubbio. Emilia non è tornata. È ora di andare, di fuggire… Fuggire da chi? Da cosa? Pietro non lo sa, ma si mette in viaggio con suo figlio Nico, diretto a Marsiglia. Emilia, a capo dell’equipe di fisici, dedica la sua vita al lavoro e alla ricerca, trascurando la famiglia e il rapporto con Pietro, ormai lacerato dalle circostanze. Ma come biasimarla? Il mondo della fisica è così affascinante, cosi coinvolgente, così squisitamente sconosciuto. Nuria, una giornalista spagnola, si lascia catturare dalla brama di sapere, di conoscere questo mondo tanto diverso dal suo. Bruno Arpaia, nel suo nuovo romanzo L’energia del vuoto, racchiude i misteri fondamentali della fisica e l’importanza del tempo, contrapponendo antefatti ad azioni contemporanee. Vita, scienza, letteratura, sentimenti, tempo. Come racchiudere grandi temi in un unico testo, ma soprattutto che risposte dare ad antichissime domande esistenziali: che cos’è il tempo? Quanto sappiamo di quello che ci circonda? Come scoprire quello che non sappiamo? Abbiamo limiti? Le  domande diventano sempre più precise, più essenziali, ma forse non siamo destinati a conoscere le risposte. «Per cominciare partiamo da ciò che non sappiamo». (Bruno Arpaia, L’energia del vuoto, Guanda, 2011, pp. 266)

LA CITAZIONE.

«Tra pochi mesi entrerà in funzione, sia pure per un primo giro di prova e di assestamento, l’Lhc, il Large Hadron Collider il più grande acceleratore di particelle mai costruito. Nell’anello lungo 27 chilometri scavato a cento metri sotto terra alla frontiera tra Francia e Svizzera, due fasci di protoni, le particelle che costituiscono i nuclei atomici, guidati da milletrecento enormi magneti superconduttori, verranno lanciati in senso inverso per farli scontrare a velocità vicinissime a quelle della luce, producendo 40 milioni di collisioni al secondo».

S(HORT) M(EMO OF THE) S(TORY). Paura di sapere, ma voglia di scoprire… queste sono le emozioni che coesistono in antitesi dentro ogni fisico, dentro ogni lettore…

IL PERSONAGGIO.

Giornalista, femme-fatale e donna di successo, viene incaricata di scrivere un reportage sull’esperimento più ambizioso dell’ultimo secolo: la creazione dell’ Lhc, il più grande acceleratore di particelle mai costruito. L’orgoglio del suo essere donna è stato ferito dalla fine della sua relazione con Miguel, al quale rivolge squarci di pensieri segnati dalla sofferenza. La sua passione per la fisica svolge un ruolo fondamentale, inducendo il lettore ad un “effetto Nuria”, che lo porta ad esplorare il 98% del vuoto. Nell’avvicinarsi ad una materia tanto enigmatica, e nel suo essere, si rispecchia l’autore.

a cura del Liceo Gaetano De Sanctis, Roma

immagine per Bruno Arpaia, L’energia del vuoto

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