Intervista a Alessandra Arachi a cura del liceo scientifico Von Neumann di Roma

Lโ€™INTERVISTA.

Lโ€™autrice di Coriandoli nel deserto (Feltrinelli, 2012) risponde alle domande degli studenti del liceo scientifico Pacinotti di Cagliari e del liceo scientifico Von Neumann di Roma.

Lโ€™intervista a cura del Liceo Scientifico Pacinotti di Cagliari

Quando ha cominciato a pensare come scrittrice, a trovare una voce tutta sua?
Scrivere รจ stato sempre un moto dellโ€™anima, per me. Probabilmente sentivo una voce tutta mia sin da quando ho cominciato a scrivere poesie e racconti, ai tempi del liceo.Il modo intenso e drammatico, mai scontato, di dar vita al personaggio di Enrico Persico e di descrivere la potenza dellโ€™amore di Enrico per Nella, ci รจ piaciuto e ci ha commosso. Qual รจ il significato piรน intimo del romanzo che le preme far arrivare a chi legge?
La forza dellโ€™amore di Enrico per Nella ha commosso anche me durante le ricerche che ho fatto sui due, raccogliendo testimonianze scritte e orali. Una potenza silenziosa, poderosa. Penso che il messaggio intimo che voglio far arrivare sia proprio la forza di questโ€™uomo che in pochi conoscono, schiacciato dalla fama di Fermi, ma senza il quale nulla sarebbe successo.Pensa che da questo suo libro si possa prendere spunto per un reading o un monologo teatrale?
Sono stata giร  contattata per un monologo teatrale, si รจ interessato un regista e un produttore ha preso in mano il progetto. Fra il dire e il fare cโ€™รจ di mezzo il mare di problemi organizzativi e burocratici. La realtร , comunque, รจ che la forma stessa del romanzo รจ giร  in se un monologo teatrale.

Considera la scrittura, in particolar modo di questo libro, un mezzo per coltivare la sua passione per la fisica?

Sรฌ, scrivere questo libro ha significato ripercorrere tappe dei miei studi di fisica. Anche in senso pratico, visto che sono dovuta tornare nella mia facoltร  alla Sapienza dove nel frattempo รจ stata creata una piccola e molto fornita biblioteca, fonte inesauribile per la mia ricerca.

Ha inserito qualche elemento autobiografico e concreto nella descrizione dei personaggi del romanzo?

Non cโ€™รจ nulla di autobiografico nella descrizione dei personaggi.

Quali finalitร  si propone lโ€™utilizzo di capitoli e periodi brevi ed incisivi?
I capitoli brevi sono venuti spontaneamente. Il primo, e il secondo, e poi il terzo, tutti rigorosamente di due pagine. A quel punto ho deciso di trasformarli in una forma precisa e se qualche volta sforavo, tagliavo apposta per farli rientrare nelle due pagine. Mi รจ piaciuto.

Durante la stesura del libro ha mai avuto dubbi, ripensamenti? Le รจ capitato di immedesimarsi nella โ€œpelleโ€ di Persico, ha mai avuto gli stessi pensieri? E come li ha interpretati?

Questo libro รจ in assoluto il libro sul quale ho avuto piรน ripensamenti tra quelli che ho scritto. Una sofferenza vissuta in parallelo a quella di Persico che, peraltro, ho scoperto che ha vissuto gli ultimi ventโ€™anni della sua vita in un appartamento distante duecento metri dallโ€™appartamento dove abito io adesso. Pensavo a lui spesso nei mesi del romanzo, ma ogni volta che passavo davanti al cancello del suo condominio lo โ€œvedevoโ€ proprio entrare, salire, muoversi nel suo appartamento (che ho chiesto di visitare apposta).
Ho vissuto insieme a Persico anche ogni momento dentro quellโ€™ospedale a contare le gocce della fleboclisi (lโ€™avevo fatto anche io durante un mio ricovero) e il ripensamento piรน grande รจ stato proprio sul finale del libro, quando ho fatto confessare a Persico la sua โ€œbugiaโ€ sulla teoria della lentezza ispirata dal suo bacio. Mi dispiaceva togliergli quel merito. Almeno quello. Ma non era possibile, ho pensato.

โ€œIo avevo indugiato a lungo nella tua orbita con la speranza di essere catturato da teโ€. Quale significato attribuisce allโ€™amore? Mistero?
Non attribuisco alcun significato allโ€™amore. Non รจ possibile, secondo me. Nellโ€™amore ognuno vede e sente ciรฒ che vuole. Ciรฒ di cui ha bisogno. Mistero. Passione. Sicurezza. Poesia. Emozioni. Tranquillitร . Disordine. Non cโ€™รจ una regola. Nemmeno una definizione.

Un lettore, il fisico Gabriele Fronterotta, da noi intervistato, che รจ stato discepolo di Enrico Persico, le pone questa domanda: โ€œIn alcuni punti del libro Enrico Persico viene presentato un poโ€™ geloso e invidioso di scoperte alle quali non ha potuto partecipare direttamente (anche se sempre in contatto con il gruppo): da dove e da chi ha tratto tali indicazioni? ho forse letto e interpretato male il libro?โ€
Non mi sembra di aver mai reso invidioso o geloso Persico delle scoperte del gruppo. Semmai Persico se la prende con Fermi perchรฉ รจ costretto lasciare a lui il posto di via Panisperna per andare a Firenze, ma il dispiacere di Perisco รจ per lโ€™allontanamento da Nella. Questa considerazione lโ€™ho dedotta dalle lettere che Persico e Fermi si sono scritti in quel periodo con molta frequenza. Se il professore Gabriele Fronterotta vuol dirmi dove ha colto la gelosia e lโ€™invidia per le scoperte del gruppo, possiamo capirci meglio.

Lโ€™intervista del liceo scientifico Von Neumann di Roma

Qual รจ il suo legame con questa storia?
Ciรฒ che mi lega a questa storia รจ semplicemente lโ€™amore che mi lega da anni agli studi della fisica e dei suoi protagonisti storici.

รˆ stata totalmente fedele ai fatti? Ci sono personaggi frutto della sua fantasia?

La totale fedeltร  ai fatti รจ la caratteristica precipua di un libro di storia. Questo รจ un romanzo, liberamente tratto da eventi ai quali, per ovvie ragioni, non ho potuto partecipare. Enrico Persico รจ morto al policlinico di Roma il 17 giugno 1969, quando io non avevo nemmeno cinque anni. Tutti i personaggi che affollano il policlinico sono frutto della mia fantasia, a cominciare da Tommaso, sua mamma Mirella, lโ€™infermiere con i capelli rossi, il primario con gli occhiali tondi.

Sono vere le lettere scritte a Nella?
Le lettere scritte a Nella (e mai consegnate) sono frutto della mia fantasia. Avevo tra le mani le lettere vere che Nella ha scritto a Persico e viceversa, una corrispondenza molto tenera che ho usato per ispirarmi alle lettere frutto della mia fantasia.

Quali sono state le sue fonti?
Le fonti sono state tante, a cominciare dai parenti dei protagonisti (sono arrivata fino in Brasile per trovare due nipoti di Nella, quasi novantenni) oltre a tantissimi libri (qualcuno davvero introvabile se non a casa del nipote di Fermi o del nipote di Segrรจ). Poi le tante fonti documentali conservate nelle biblioteche, prima fra tutte quella della facoltร  di Fisica della Sapienza dove soprattutto Edoardo Amaldi ha lasciato parecchi documenti assai interessanti.

Da cosa รจ nato lโ€™interesse per Enrico Persico?
Enrico Persico รจ un fisico che ben pochi conoscono, ma senza il quale nulla di quanto รจ successo sarebbe potuto accadere. Mi ha affascinato questo suo essere fondamentale, ma sempre rimasto sullo sfondo della Storia.

Puรฒ spiegarci la scelta del ritmo cosรฌ serrato e della divisione in cosรฌ brevi capitoli?
Ho scritto questo romanzo tante volte. In tante forme diverse. Nessuna riusciva mai a convincermi. Poi un giorno, quando mi apprestavo a scriverlo nuovamente sotto forma di un saggio, mi รจ comparsa davanti agli occhi lโ€™immagine di Persico che contava le gocce della fleboclisi che aveva al braccio Lโ€™ho fermata subito sulla pagina. Due paginette. Mi piaceva il ritmo. Ho deciso di perpetuarlo per tutto il romanzo.

Ci sembra che la copertina non richiami immediatamente la storia, come mai questa scelta?
Le copertine dei romanzi non necessariamente debbono essere fedeli alla storia che raccontano. Anzi: secondo me รจ molto meglio quando sono evocative. In particolare questa punta i riflettori su un deserto (una spiaggia desertica che lo evoca) e in primo piano mette una donna. Devo dire che quando alla Feltrinelli me lโ€™hanno fatta vedere me ne sono innamorata subito. Ne avevo scartate parecchie, compresa quella dove si vedevano dei coriandoli colorati che venivano tirati in aria da una mano.

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