Goffredo Bellonci

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Goffredo Bellonci

Nasce nel 1882 a Bologna, città dove compie gli studi laureandosi in Lettere e filosofia sotto la guida di Giosuè Carducci. Trasferitosi a Roma, entra nel 1907 al «Giornale d’Italia» diretto da Alberto Bergamini. I suoi primi articoli spaziano dalla cronaca alla politica, ma ben presto è la critica letteraria il luogo dove convoglia tutte le sue energie, in quella “terza pagina” inventata proprio da Bergamini che Bellonci contribuisce a valorizzare invitando a collaborarvi le firme più prestigiose del panorama culturale italiano. Permeato da un vivo interesse per l’arte in tutte le sue espressioni, Bellonci opera una critica letteraria aperta a ogni corrente e priva di pregiudizi, sostanziata dalla serietà del metodo storico-filologico di impronta carducciana. Dal punto di vista del metodo le sue letture si basano sul “principio della sintassi” del fatto estestico, che trasfigura la lingua e il lessico comuni in qualcosa di nuovo corrispondente a una sempre diversa “sintassi del reale”. Pur pubblicando un’unica raccolta di scritti (Pagine e idee, Roma 1929), ha dispiegato la sua attività di critico militante in innumerevoli introduzioni, recensioni e articoli, apparsi, oltre che sul «Giornale d’Italia», sul «Messaggero» e sulle principali riviste italiane, dedicando l’attenzione soprattutto agli autori contemporanei. Nel 1961 fonda presso la Casa Goldoni l’Istituto internazionale per la storia del teatro e il Centro nazionale di ricerche teatrali. Capace di mantenersi lontano da mode e correnti letterarie, Bellonci resta una figura indipendente e appartata anche quando, insieme alla moglie Maria Bellonci, dà vita nel 1947 al Premio Strega. Si spegne a Lido di Camaiore alla fine dell’estate del 1964.