Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri, a cura del liceo scientifico Primo Levi, Roma

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IL LIBRO.

Un incidente stradale improvviso e tremendo. Mandorla, una bambina di sei anni nata da un amore clandestino, perde la madre, Maria, amministratrice di condominio sui generis, apprezzata e carismatica. Sola al mondo, non le resta altro che una lettera, capace però di sconvolgere la sua vita e quella di altre cinque famiglie: suo padre è in realtà uno dei condomini di un palazzo che Maria amministrava in via Grotta Perfetta 315. In una burrascosa riunione di condominio, gli inquilini del palazzo decidono all’unanimità di non ricorrere alla prova del DNA, ma di accudire la bambina tutti insieme per non compromettere le singole unità familiari. Ma chi è in realtà il vero padre di Mandorla? Chiara Gamberale, scrittrice e giornalista, nata a Roma nel 1977, ha creato un romanzo appassionante, dalla trama avvincente ed originale, riuscendo a far coesistere due elementi contrastanti: la tragicità della vicenda e l’ironia con cui essa viene affrontata. Il leitmotiv della storia è la ricerca ossessiva della normalità da parte di Mandorla che, privata dell’affetto di una famiglia, desidera spasmodicamente quell’amore che le è stato negato dal fato avverso e si ritrova a condurre un’esistenza raminga che si snoda all’interno del condominio. Proprio il bisogno d’amore e la necessità di sentirsi accettata porteranno Mandorla ad avere frequentazioni discutibili che la condurranno in prigione. Combattuta tra la curiosità verso ciò che la circonda e il bisogno di una casa, Mandorla passa da una fanciullezza solitaria a un’adolescenza tormentata, cercando il padre prima nei suoi sogni e poi nei volti dei suoi coinquilini, ossessionata continuamente dallo spettro di uno scomparso eroinomane del quartiere Poggio Ameno: Porcomondo. In ogni personaggio del romanzo è racchiuso un mondo, abilmente descritto dalla Gamberale che mostra i risvolti segreti della personalità dei suoi soggetti attraverso brevi episodi che aprono spiragli di luce sulle vite degli inquilini di via Grotta Perfetta 315. Il romanzo si fonda sull’essenziale valore che la famiglia possiede, ma l’autrice compie un’opera di democratizzazione superando il tradizionale modello uomo-donna-matrimonio-figli mostrando senza censure una realtà nella quale sono presenti anche la convivenza e le coppie omosessuali, una realtà divisa tra la conservazione di ciò che sempre è stato e l’accettazione della diversità. Attraverso uno stile frizzante ed informale, lontano dai canoni classici del romanzo, il lettore viene catapultato in una storia ricca di colpi di scena e suspense. La ricerca di una verità, rapporti che nascono ed altri che cessano, vite parallele destinate ad incontrarsi, la facilità con cui dei semplici estranei possano rivelarsi dei perfetti genitori e arrivare a comprendere fino in fondo un individuo, sono il sale che insaporisce la narrazione. Un romanzo affascinante, accessibile ad un pubblico di tutte le età, facile da leggere come una fotografia e come questa puntuale nel mostrare la realtà, con un profondo senso della vita e una grande importanza delle esperienze.

(Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri, Mondadori, Milano 2010, pp. 392)

LA CITAZIONE.

“Viviamo tutti all’oscuro di qualcosa che ci riguarda”

S(HORT) M(EMO OF THE) S(TORY).

Una figlia e una madre. Una lettera capace di sconvolgere cinque famiglie, troppe per una bambina. Un amore nascosto e uno pericoloso. Una notte “per riflettere”.

IL PERSONAGGIO.

Michelangelo Arca, amico della madre di Mandorla, con cui aveva vissuto fino a quando la gelosia del suo compagno omosessuale, Paolo, lo aveva spinto a convivere con lui in un appartamento di Via Grotta Perfetta 315. È l’amico che tutte le donne vorrebbero, leale, sincero, sempre disponibile. Inaspettatamente, nell’anno in cui vive con Mandorla si rivela un ottimo padre insegnandole le cose più semplici della vita, con allegria e un po’ di quella pazzia che rende buoni e capaci di amare. Michelangelo ama il suo compagno, ama Mandorla come una figlia e sua madre Maria in quanto donna, ama la serenità e il sentirsi sicuro nel suo mondo. Emblema di tranquillità e fiducia, nella vita di Maria e Mandorla, “resta fermo mentre tutto scorre”.

a cura del Liceo Scientifico Primo Levi, Roma

immagine per Chiara Gamberale Le luci nelle case degli altri

 

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