Enrico Remmert, Strade bianche, a cura dell’I.I.S Leonardo da Vinci (sede Duca degli Abruzzi) di Roma

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IL LIBRO.

In questo romanzo vengono narrate tre storie di vite intense e tormentate, costituite da segreti inconfessabili e da sogni all’apparenza irraggiungibili; ciascuna è raccontata in prima persona dai tre protagonisti. Uno è Vittorio, giovane e promettente violoncellista: ha rifiutato un’ottima possibilità d’impiego a Berlino perché incapace di affrontare la lontananza in quanto oppresso da stati di ansia. Viene successivamente scritturato per qualche mese a Bari come sostituto orchestrale. Vittorio ha una fidanzata, Francesca, la seconda voce narrante, che parte con lui in viaggio in Puglia. Vittorio sente che le cose tra di loro sono cambiate, infatti Francesca ha da tempo una relazione con un altro uomo. Il viaggio è la possibilità, per Vittorio, di tentare di recuperare il loro rapporto, mentre per Francesca di rivelargli la sua nuova relazione. Nella vicenda si inserisce Manuela, la terza protagonista, amica della coppia, in fuga da un fidanzato violento e alla ricerca di una  vita completamente diversa. È evidente nelle parole dei tre protagonisti la loro paura di vivere, di affrontare le novità di luoghi e incontri e di saper gestire le proprie emozioni. Anche se si avvicina molto alla realtà e le problematiche trattate sono ricorrenti al giorno d’oggi, questo romanzo non coinvolge e non appassiona: le emozioni sono appena abbozzate e i personaggi sono caratterialmente fragili. (Enrico Remmert, Strade bianche, Marsilio, 2010, pp. 221)

 

LA CITAZIONE.

«La musica deve ancora cominciare».

S(HORT) M(EMO OF THE) S(TORY). Tre linguaggi narrativi diversi e di non avvincente lettura.Con la mia fantasia non vedo la storia. Lo scrittore ha pensato anche a me mentre scriveva?

IL PERSONAGGIO.

Ha una visione pessimistica della vita e vive in uno stato di continua ansia e disagio fisico e psicologico, anche in assenza di cause reali. La motivazione di ciò sta nelle esperienze negative dell’infanzia. Tuttavia Vittorio riesce a vivere positivamente i dolori e le vicissitudini quotidiane perché gli offrono la possibilità di rimuovere momentaneamente quel malessere interiore che lo domina e dal quale non sa difendersi. Anche la musica gli consente di avere fugaci attimi di serenità.

a cura dell’I.I.S Leonardo da Vinci (sede Duca degli Abruzzi), Roma

 

immagine per Enrico Remmert, Strade bianche

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