Lorenzo Pavolini, Tre fratelli magri, a cura del liceo Nomentano di Roma

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IL LIBRO

Le vacanze in una casa di montagna, alle pendici del Gran Sasso, tre fratelli che si stringono vicini durante  le notti di vento e di bufera, quando il tetto della casa rischia di essere portato via. Emanuele, Marco e Lorenzo  hanno trascorso l’infanzia e l’adolescenza instaurando tra di loro un forte legame fatto di giochi e complicità, abituati a cavarsela da soli di fronte a paure e situazioni difficili. Con il tempo però l’unione dei tre fratelli si allenta sempre di più tanto che, diventati adulti, prendono strade completamente diverse. Emanuele  dedica la propria vita al mare e, a bordo della sua barca chiamata Àlgata, percorre le  rotte oceaniche,  Marco si converte alla religione musulmana e vive in montagna dedicandosi allo sci. Lorenzo, il personaggio che racconta in prima persona la storia, rimane nel luogo in cui é cresciuto, a contatto la famiglia d’origine: il padre e la madre. Ed é proprio attraverso la madre, in un momento di malessere fisico e spirituale, che recupera, grazie alla scoperta del diario dello zio diciannovenne vittima di un drammatico incidente in  montagna, la storia della famiglia e il desiderio degli affetti e della complicità con i fratelli. Il racconto é un viaggio interiore dell’io narrante alla ricerca della propria identità e dei legami che l’età adulta ha spezzato:  la famiglia, i fratelli. Proprio per questo, alla storia raccontata nel presente,  si alternano flashback che rimandano a vicende del passato recente di Emanuele, Marco e Lorenzo e del passato più lontano della famiglia, profondamente segnata dalla tragica morte di Stefano, il diciannovenne fratello della madre. La narrazione è scorrevole e di facile comprensione anche se gli eventi raccontati non sono sempre cronologicamente ordinati. Il lettore si sente coinvolto in prima persona durante lo svolgimento della vicenda che, essendo ambientata in luoghi suggestivi come le isole del Pacifico e i paesaggi di alta montagna, lo affascina e lo invoglia a continuare la lettura.  Alla descrizione delle avventure dei tre fratelli si aggiunge il mistero riguardo il destino della famiglia e il ruolo che in esso ha avuto la storia di Stefano, il segno che le sue scelte di vita, il suo entusiasmo le sue passioni hanno lasciato nella vita dei tre “fratelli magri” fino ad essere l’occasione  per ritrovarsi. (Lorenzo Pavolini, Tre fratelli magri, Fandango 2012).

LA CITAZIONE.
Il tetto sembrava sempre sul punto di venire sradicato dal vento, e noi saremmo potuti volare via. Eravamo bambini leggeri ” (pag 1 ).
IL PERSONAGGIO.

Lo zio Stefano, morto a diciannove  anni  durante  una tragica escursione sul Gran Sasso, é Il personaggio chiave, colui  attraverso il quale l’ io narrante tenta di ricostruire il rapporto con i fratelli. Lorenzo , il narratore , legge le pagine del suo diario  e si riconosce  nelle emozioni e nei sentimenti che egli descrive: l’amore per  la montagna , per la sua solitudine e la fatica delle scalate che temprano  la volontà. Lo zio  rappresenta il possibile legame  con  i fratelli Emanuele e Marco:  tutti hanno in comune un grande amore per la natura e intorno a ciò si dipana la storia della famiglia.

S(HORT) M(EMO OF THE) S(TORY). Tre fratelli ed un legame perduto. Uno di loro cerca di ricucirlo. Emozioni dei ricordi, vite avventurose e interrogativi sul valore degli affetti e della famiglia. Da leggere.

a cura del liceo scientifico Nomentano, Roma

 

immagine per Lorenzo Pavolini, Tre fratelli magri

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