Luciana Castellina, La scoperta del mondo, a cura del liceo scientifico Lazzaro Spallanzani di Tivoli

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
IL LIBRO.

Basato sul diario adolescenziale dell’autrice, La scoperta del mondo è un libro che fa riflettere  sulle condizioni dell’Italia al termine del Secondo Conflitto Mondiale, ma con uno sguardo attento e partecipe  alle vicende politiche e culturali dei nostri giorni. Il diario inizia il 25 Luglio 1943 con il racconto di una partita di tennis tra Luciana Castellina, allora quattordicenne, ed Anna Maria Mussolini, la figlia del Duce, a Riccione. La partita viene interrotta dalla comunicazione dell’arresto, a Roma, del padre di Anna Maria. Il diario prosegue poi con  il racconto dell’Italia post-fascista, dell’occupazione tedesca, degli sbarchi alleati e della lotta partigiana, vissuti e ‘letti’ con gli occhi della giovane. Luciana proviene da una famiglia borghese di origine ebraica, ed è dunque costretta a vivere una vita condizionata dalla sua provenienza ed  impossibilitata a partecipare ad una militanza antifascista attiva. Ma vive la liberazione della Capitale, e finalmente comincia a prendere contatti con il mondo politico dei comitati studenteschi, delle assemblee, di Parigi, dove conosce il Comunismo francese di Sartre. Inizia anche ad interessarsi all’arte contemporanea, conosce personalmente Guttuso e vede i quadri di Picasso, che la convincono ancor di più a diventare comunista. Praga è la chiave di svolta: durante il Congresso studentesco conosce culture lontanissime da quella italiana, come l’indiana e la cinese, e  prende corpo sempre di più la consapevolezza della sua scoperta del mondo. In Jugoslavia, poi, partecipa alla costruzione della  ferrovia, e lì avvicina personaggi che incontrerà nuovamente anni dopo. Tornata in Italia, si iscrive al Partito Comunista Italiano, conosce Togliatti e Berlinguer, e non si arrende alle prime sconfitte alle elezioni, dopo le quali il diario si chiude. Luciana Castellina ha rielaborato in modo esemplare le sue sensazioni, le sue paure e le sue convinzioni  di adolescente in un periodo difficilissimo della storia italiana. La fine della guerra segna per lei un passaggio decisivo, quello appunto della scoperta del mondo, con tutti i suoi pregi e difetti e, tramite esperienze importanti quali la partecipazione al congresso studentesco di Praga, il lavoro in Jugoslavia  e la militanza nel P.C.I., l’autrice si è trasformata definitivamente da bambina  ad adulta vera e propria. Lo stile, inizialmente monotòno, diventa progressivamente più scorrevole ed avvincente.  Se nella prima parte del libro, infatti, dominano descrizioni accurate di luoghi e personaggi, man mano che si susseguono i resoconti si nota una sempre più spiccata presa di coscienza, nella protagonista, delle sue potenzialità, tanto che il diario si trasforma da semplice raccoglitore delle emozioni adolescenziali (primi amori, feste, studio) a luogo dove esprimere i propri dubbi esistenziali sul mondo, la politica e l’arte. Piace, inoltre, l’intrecciarsi delle vicende personali dell’autrice con i fatti  della Storia, come l’armistizio dell’8 Settembre, la Resistenza, le deportazioni e la Liberazione. Ne esce il quadro di una ragazza come tante altre, ma nello stesso tempo di una ragazza provata da episodi drammatici e, nonostante tutto, privilegiata, avendo avuto delle opportunità politiche, culturali ed artistiche che l’hanno resa “speciale”, e che le hanno permesso di attraversare, da protagonista, uno dei periodi più significativi della storia d’Italia del Novecento. (Luciana Castellina, La scoperta del mondo, nottetempo, 2011, pp. 296)

LA CITAZIONE.

«Il mio pessimismo è all’apice, il mio pensiero politico totalmente orientato dalle letture scolastiche, riadattate al contesto. Scrivo che mi fanno ridere le persone mature quando dicono che la vita vale la pena di essere vissuta e ci prendono in giro per il disgusto che nutriamo per il genere umano. Ripensando a quel tempo, mi domando come facevamo a tentare di pensare sapendo tanto poco, nemmeno consapevoli di non sapere niente».

S(HORT) M(EMO OF THE) S(TORY). Un libro particolare, dialogo tra la Luciana vecchia e la Luciana adolescente, testimonianza di una maturazione politica verso la scoperta del mondo.

IL PERSONAGGIO.

Adolfo, nonno anticonformista, rischia tutto coraggiosamente e diventa il faro della vita rivoluzionaria di Luciana. Il loro rapporto si fonda su sorrisi, silenziose carezze, disegni e… lettere con cui Luciana scopre chi era l’uomo “un po’ eroe, un po’ hippy” che le trasmette la passione per la pittura. Le fughe in Argentina per l’amore contrastato e i fallimenti esprimono il suo spirito libero e la speranza di potersi riscattare da un mondo troppo programmato per i sogni di un pittore.

a cura del Liceo scientifico Lazzaro Spallanzani, Tivoli (RM)

immagine per Luciana Castellina, La scoperta del mondo

Altri Progetti